martedì 25 luglio 2017

STECCHE DI PANE ALL’OLIO D’OLIVA E CON POMODORINI



Ho riacceso il forno, perché quando impasto trovo davvero il mio equilibrio con il mondo e provo ad essere felice.
E’ un periodo di profonda tristezza e fatica, ho pensato più volte di abbandonare il blog; ma in questi anni gli ho dedicato tempo e vi ho risposto speranze.
Ho scritto, commentato, pensato, è un compagno e un posto dove posso esprimere e raccontare, sperimentare e far conoscere.
Quindi sebbene con grande fatica, per il momento nel limite del possibile continuo a dedicarmici.

Ma bando alla tristezza ed ai pensieri negativi, ecco a voi la ricetta di oggi.

Viene da qui, io l’ho solo modificata leggermente, quindi per l’originale consultate il sito, per la mia versione leggete di seguito



Ingredienti per 4 stecche:


100 gr. farina di semola rimacinata
200 gr. farina 0
100 gr. farina di manitoba
350 gr. acqua tiepida
4 gr. di sale
1 cucchiaino di zucchero di canna
8 gr. di lievito di birra
olio q.b.
sale grosso qb.
pomodorini Pachino per decorare

PROCEDIMENTO


In una ciotola capiente versare l’acqua  e scegliervi il lievito insieme allo zucchero.
A questo punto aggiungere le farine e sopra le farine mettere il sale fino (fate attenzione che il sale non venga in contatto diretto con il lievito)
Mescolate con un cucchiaio di legno; si otterrà un impasto molto appiccicoso e ruvido.
Non vi preoccupate, è giusto così.
Coprire la ciotola con una pellicola trasparente e fate lievitare per circa due ore in un luogo tiepido ed al riparo dalla corrente.
Passato il tempo, l’impasto sarà raddoppiato ed è pronto per la successiva fase di lavorazione.
Sul piano di lavoro stendete della pellicola (abbastanza ampia da contenere l’imposto rovesciato) e ungetela con dell’olio evo e rovesciare l’impasto.
Fate le “3 pieghe” al fine di ottenere un rettangolo e poi rifarle nuovamente, per un totale di due volte.
Cospargete con olio evo e sale grosso.
Coprite di nuovo con della pellicola e fate lievitare per circa un’oretta.
Poco prima della scadenza dell’ora accendete il forno a 230 gradi.
Passato il tempo con molta calma tagliate l’impasto in 4 pezzi sul lato lungo, in modo da ottenere quattro “filoncini” e poi delicatamente disporli su una teglia foderata di carta forno.
Io ho tagliato e separato i filoncini sula pellicola unta e poi rovesciati delicatamente tuti insieme sulla carta forno e le ho riseparate di nuovo.
Spennellare con filo d’olio la superficie e su due delle 4 stecche ho messo i pomodorini pachino tagliati a metà spingendoli bene nell’impasto affinché non scappassero in cottura.
Infornare in forno caldo ed abbassare a 200 gradi (il mio forno tende a bruciare, valutate la cottura con il vostro) e cuocete per circa 15 minuti o fino a quando non saranno belli dorati.
Lasciar raffreddare e buon appetito!

lunedì 10 luglio 2017

e voi l'avete una frase che vi fa riflettere?

Qual’è la frase preferita dei vari libri che avete letto o dei film che avete visto?
La frase che siete sicuri che vi abbia segnato, non una citazione, ma una frase di un libro.
Una frase che solo chi ha letto il libro può capire, non una citazione, quelle che invadono Facebook e gli altri social, ma qualcosa che quando vi torna in mente, diventa la chiave per pensieri e riflessioni.

La mia frase è quella che vedete nell’immagine allegata, e per chi non fosse appassionato proviene da Harry Potter.
Fa parte del dialogo fra Silente e Piton, il dialogo fra il primo il mago buono per eccellenza ed il secondo il mago giudicato cattivo per quasi tutta la saga.
Il secondo con questa frase rivela che ha amato una sola donna, tutta la vita e la ama ancora oggi.
“dopo tutti questi anni? “ “sempre”.
Ma basta l’amore ad essere felici?
No…l’ha amata da quando era bambino, ma lui è l’uomo che la condanna a morte, l’uomo che lascia orfano suo figlio eppure l’ama, l’ha sempre amata e dopo tutti gli anni che passano sceglie quella conversazione per dire “sempre”.
Sempre l’ha amata e continuerà ad amarla, sempre porterà il peso delle scelte sbagliate che ha fatto.

Ho sempre pensato che il vero amore, fosse il balsamo della vita, ora penso che il vero amore non sia per tutti, ma per pochi.
Magari hai la fortuna di incontrarlo, ma non al momento giusto e quindi non lo puoi vivere e finisce per intossicarti la vita.
Il vero amore può anche non darti la vera gioia, ma dolore, distacco e tristezza.
Può distruggerti la vita o puoi distruggertela da sola.
Puoi pensare di agire bene, ma alla fine avrà le sue spine e le sue ferite e le cicatrici che ti porta, con quelle dovrai imparare a conviverci.

Penso che la vera conquista, sia la libertà di vivere un amore senza catene, senza costrizioni.
Ma esiste?
O ci è dato per un tempo e poi anch’esso volente o nolente si incastra nelle pieghe del quotidiano fino a perdere la sua scintilla.