giovedì 19 dicembre 2013

Decalogo del Natale






Dio: Sei stato all'altezza! Hai cambiato il mondo!
Evan: No, non è vero!
Dio: No? Vediamo... Passi più tempo con la famiglia, li hai resi più felici, hai dato una casa a quel cane!
Evan: Va bene, e allora?
Dio: Allora? Come si cambia il mondo?
Evan: Con un atto di reale e cortese affetto alla volta!
Dio: Con un Atto, di Reale, e Cortese, Affetto. ARCA.

( dal film "Un'impresa da Dio")


DECALOGO PER ARRIVARE INCOLUMI AL NATALE    

Non mancano pochi giorni al Natale, ma non ne mancano neanche troppi. e se come tutti siete alle prese con i regali, le idee che mancano e tante altre cose, ecco a voi un decalogo che non risolverà i problemi, ma che magari vi farà ridere un pochino.

1. Per arrivare al Natale senza ansia, fate una bella lista con le persone a cui dovete fare dei regali e poi perdetela. Tanto le persone della lista non saranno mai tutte quelle a cui davvero dovete fare un presente, qualcuna ve la sarete dimenticata e spunterà puntualmente un giorno prima di Natale e voi non saprete cosa regalarle. 

2. Concentratevi su un "tema regalo". Decidete che il tema del Natale sarà i libri e lanciatevi alla ricerca di diversi libri che possono piacere e procedete all'acquisto. Se avete poco tempo concentrare tutti gli acquisti in un solo posto, potrebbe essere conveniente.
Un anno il mio tema fu "Teglie & Farina". Regalai a tutti teglie per pizza o biscotti e poi andai in un mulino a comprare graziosi sacchi di farina per tutti.
Lo so che il rischio che tutti si trovino con lo stesso regalo, ma se siete sportivi e la sapete presentare bene potreste uscirne come degli idoli agli occhi degli altri.

3. Siate giusti nei regali. Se fate un regalo alla coppia che magari vive insieme, non fate un pensiero supercarino a lei, perchè in quanto donna offre una gamma di regalo molto ampia e vi riducete a fare una sciarpa o un paio di calze a lui, giusto perchè non potete presentarvi a mani vuote. Il mio consiglio: regalate qualcosa per la casa o magari un pacchetto benessere da fare insieme. 

4. Siate semplici nei regali. Sottolineo semplici e non banali o sciatti. Regalate qualcosa di carino e discreto, non sempre i regali di Natale devono per forza far ridere (la biancheria commestibilie meglio lasciarla all'addio al nubilato/celibato o qualche altra festa goliardica), o essere incomprensibile (cosa c'è di peggio dello sguardo di chi riceve il regalo e fissandovi sbalordito non capisce cosa gli abbiate regalato).

5. I regali home-made: SI sempre SI assolutamente SI. Ma se non avete mai fatto decoupage non vi lanciate a fare questo lavoro proprio per i regali di Natale con il rischio di ottenere indegni pastrocchi. Se non avete dimestichezza con le marmellate, non siete costrette ad avventurarvi fra barattoli e frutta proprio per i regali di Natale (pesche, albicocche ed altra frutta per la marmellata non si trovano a dicembre). Lo stress non paga e sprecare tempo per non essere neanche ricompensati dalla gioia e dallo stupore delle persone non è certo di aiuto alla vostra autostima.

6. Le cosine da mangiare: SI anche quelle secondo me sono sempre carine, magari handmade; splendidi sacchettini con i biscotti e altre cosine da mangiare fatte da voi. In questo caso, non bisogna essere dei supercuochi per arrabbattarsi a fare un paio di teglie dei biscotti. Basta credere in se stesse.
Ma se non volete pasticciare in cucina, potete affidarvi a prodotti già confezionati.
Non comprate cestini già fatti, magari potete comprare dei cestini carini e poi scegliere voi i prodotti che più vi piacciono.
Che ne dite di fare un cestino con le cose per la colazione? Se sì, via scatole di biscotti, bustine di te, barattoli di miele e magari confezioni di caffè e zucchero di canna. Per l'amica vegetariana? Un bel sacchetto di tessuto con dentro legumi secchi, selezione di zuppa...insomma non i cestini convenzionali, ma cestini ad hoc.

7.Accompagnate i regali con i biglietti. Si lo so che è stupido da scrivere, ma spesso nella fretta si fanno i pacchetti, certi che la nostra memoria non farà cilecca, ed invece prendendoli in mano puntualmente ci dimenticheremo cosa c'è nascosto sotto la carta con agrifogli e stelle di Natale.
Quindi corredate ogni regalo da un biglietto, che indichi destinatario e scriviamo anche che siamo noi che lo facciamo.

8. I regali tecnologici: se avete come me un fratello supertecnologico, che non vive in una casa, ma in una sede distaccata del MIT, dove ci sono più spie luminosi di aggeggi elettronici che scarpe nel vostro guardaroba, non comprategli nulla di libero arbitrio, fatevi girare, come ho fatto io, il link di Amazon di quello che vuole e procedete ad inoltrare l'ordine.

9. Dieci consigli sono davvero tanti, non so se ho abbastanza spunti per finire questo decalogo, ma se siete arrivati qui senza dormire o senza chiudere il post, salto il nono e passo direttamente al decimo ed ultimo.

10. Questo post non vuole essere un manuale, non ho aspirazione a sapere e conoscere tutto, vuole essere una lettura leggere sul tema Natale & Co.
Prendete la vita con leggerezza, non sempre farete regali che stupiranno gli altri e spesso riceverete cose lontane dal vostro gusto, ma siate comunque felici di donare. Togliere del tempo al nostro ingombrante IO per dedicarsi agli altri è un atto di amore.
Quindi a Natale, più che mai siate generosi.

Questo post non vale come auguri, quello arriverà a suo tempo, prometto che non mi dimenticherò di scriverlo.



martedì 3 dicembre 2013

Biscotti di Natale alla cannella





the food blogger.

Si lo so che sono una categoria inflazionata, brutalmente inflazionata e che spesso in molte si fregiano di un titolo che non le appartiene.
Io vorrei far notare che ho specificato "aspirante", questo perchè so che è un percorso lungo e tortuoso.
Ma ciò non toglie che io ami le food blogger, le mie preferite?
Prima di tutte Csaba Dalla Zorza, ho molti dei suoi  libri, ed a volte anche solo sfogliarli mi mette un vero e proprio stato di serenità misto a desiderio di volersi migliorare sempre di più.

E quindi la ricetta di oggi oltre a celebrare una delle mie foodblogger (anche se penso che per lei sia un termine riduttivo) preferite fa da inaugurazione al mese di dicembre, mese speciale in cui cade Natale.

E quindi se siete a corto di idee per i regali di Natale, oppure avete pochi soldini da spendere in regali, realizzate questi biscotti, metteteli in un sacchettino carino e regalatene ad amici e parenti.
Il senso del Natale spesso è nel donare anche solo le cose più semplici e non per forza fare regali super costosi, meglio qualcosa di semplice, ma fatto da voi.

La ricetta viene dalla trasmissione dello scorso anno "merry christmas con Csaba" trasmessa da Real Time

Biscotti alla cannella
per circa 750 g di pasta (50-70 pezzi)
180 g di zucchero di canna grezzo
55 g di zucchero semolato
180 g di burro
10 g di cannella in polvere
1 uovo piccolo (45 g)
10 ml di latte intero fresco
375 g di farina
5 g di lievito chimico
Lavora i due tipi di zucchero con un mixer insieme al burro e alla cannella. Unisci poi l’uovo (leggermente sbattuto) e il latte, infine completa l’impasto aggiungendo la farina e il lievito chimico per dolci. Prendi l’impasto e avvolgilo in un pezzo di pellicola alimentare, poi fallo riposare 30 minuti in frigorifero. Al momento di preparare i biscotti, accendi il forno a 170°C e rivesti due teglie con della carta da forno.
Stendi l’impasto su un piano leggermente infarinato, usando un mattarello. Ritaglia i biscotti con gli stampini. Mettili sulle teglie a mano a mano che procedi, poi inforna a 170°C per circa 20 minuti. Toglili dalle placche con una spatola e falli raffreddare brevemente su una griglia.

sabato 30 novembre 2013

Ricetta semplice del PANE e la fiducia in se stessi



Crediate sempre in voi stessi, anche quando tutti intorno a voi vorranno oscurarvi.
Crediate nelle vostre capacità, anche nei periodi bui come questi, quando molte persone vi sminuiranno o peggio vi screditeranno.
Nulla arriva per niente, ci va impegno, costanza, amore e, perché no, un pizzico di follia.
Ed anche se non arriva niente, non dimenticate che se siete onesti e corretti dovete camminare a testa alta e non vergognarvi mai di nulla.

Tutto questa digressione filosofica, per dirvi che dopo quattro anni di panificazione ho fatto il mio pane perfetto, la summa del mio pane.
Ero quasi commossa quando tirandolo fuori dal forno ho visto la crosta dorata e una volta raffreddato tagliandolo, una mollica piena di alveoli.
Non vi arrendete, fate e rifate il pane, prima o poi anche voi otterrete il vostro pane perfetto, ed allargate questa tenacia ad ogni campo della vostra vita. Ce la farete, magari non al 100%,ma questo non sminuirà il tentativo.

La ricetta viene dal sito GIALLO ZAFFERANO, ed ecco come l'ho reinterpretata io.

200 gr. Farina di Manitoba
300 gr. Farina 0.  
300 ml. Acqua tiepida
20 ml. Olio evo
8-10 gr. Sale
1 cucchiaino di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaio di lievito naturale secco (quello che uso io in tutte le ricette)

Sciogliere il lievito con il cucchiaino di zucchero in una parte dei 300 ml. Di acqua e lasciare li per una decina di minuti, affinché il lievito si attivi.
Nella planetaria versare entrambe le farine setacciate, l'acqua, il lievito e l'olio ed iniziare ad impastare, quando l'impasto si sarà iniziato a formare aggiungere il sale e continuare a lavorare per una decina di minuti, fino a quando l'impasto non sarà ben elastico.

Ungere d'olio con un pennello un ciotola in vetro e mettere la palla di pasta.
Coprire con della pellicola la ciotola e lasciare lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio.
Quando la pasta per il pane avrà raddoppiato di volume, versatela su una spianatoia precedentemente infarinata e date la forma al vostro pane.
Io ho spezzato in due l'impasto e dandogli delle "pieghe a 3" l'ho messo a lievitare su una teglia coperta con carta forno a lievitare nuovamente fino al raddoppio di volume.
Accendete il forno ( io cuocio sempre in modalità ventilata) a 200 gradi e quando il forno e' in temperatura infornare per 30-35 minuti o fino a quando il pane sarà dorato fuori e toccandolo con il rovescio di un cucchiaio se tirerà un suono vuoto.

I miei trucchi:
1) le pieghe: per dare forma al pane l'ho steso leggermente dandogli una forma rettangolare; ripiego un' estremità verso il centro e faccio in modo che l'altra estremità lo sormonti completamente e poi ruoto il pane di 180 gradi e ripeto lo stesso procedimento.

2) quando inforno il pane spruzzo con uno spruzzino d'acqua le pareti del forno, in modo da creare umidità per far crescere al meglio il pane.

3) io ho fatto lievitare il pane sulla carta forno, ma poi l'ho cotto sulla pietra precedentemente scaldata in forno, rovesciandovi l'impasto sopra.


Giudicate voi il risultato!


sabato 16 novembre 2013

Dado granulare e come salvare il cibo dalle fauci di certa gente e dado granulare


Non è' che non ho più cucinato in questi giorni, ma la verità e' che non sono riuscita a fotografare le cose che ho fatto.
I miei piatti sono così stati presi di assalto, che non mi rimaneva che racconterveli, ma così senza foto mi sembrava un lavoro incompleto e quindi ho rinunciato.
I post che avrebbero potuto essere e non sono, trattavano di lasagne alla zucca, strudel di mele ed anche un pane ai cereali molto particolare, ma un po' il mio tergiversare a fotografare un po' le insaziabili fauci degli ometti di casa, ed ecco che l'articolo è' sfumato.

Ma questa ricettina e' salva, e' il preparato per il brodo granulare.

Per forza e' salva, con la quantità di questa ricetta in famiglia ci andiamo avanti per circa 6-8 mesi e per quanto siamo votaci il dado a cucchiaiate ancora non è' stato preso in considerazione.

E' una ricetta semplice, ma un pochino lunga, quindi il mio consiglio e' di farne una ingente quantità.
Vale la pena farlo? Si si, e' buono, e' sano ( contiene solo verdure vere e non cose strane come in quelli comperati) e poi se si fa una discreta quantità e si mette in barattoli carini può diventare un dono natalizio.

DADO GRANULARE FAI DA TE
Un kg delle seguenti verdure, dosare la quantità secondo i propri gusti. Io abbondo di carote perché le amo e fanno quei deliziosi puntini arancioni che vedete nella foto.
3-4 carote lavate, sbucciate
1 cipolla bianca sbucciata
1 porro ( potete usare la parte verde che solitamente si scarta, purché sia bella)
1 zucchina verde
Sedano ( sia i gambi che le foglie)
Un mazzetto di prezzemolo 
Un rametto di rosmarino
Qualche foglia di basilico
2-3 spicchi di pomodoro

Lavare tutte le verdure, tagliatele a dadini e pesatele.
Mettere in una pentola un cucchiaio d'olio, tutte le verdure e aggiungete tanto sale grosso quanto la metà de peso delle verdure.

Esempio:1 kg di verdure - 500 gr.di sale

Accendete il gas a fiamma moderata e fate cuocere le verdure con il sale fino a quando non vedrete più i chicchi di sale e le verdure vi sembreranno come disidratate.

Mettete le verdure su una teglia in carta forno e fate cuocere a 100-120 gradi in forno per un paio d'ore  o fino a quando le verdure saranno completamente asciutte, perdendo tutta l'umidità.
Quando saranno raffreddate frullatele fino ad ottenere un composto granulare.

Conservate in un barattolo di vetro ben lavato ed asciugato.
Questo composto arriva a durare anche 10-12 mesi. Io lo faccio in autunno così mi accompagna per le stagioni fredde.

Per i dosaggi un cucchiaino da te basta per circa 1/2 la di acqua.
Non salate il brodo, la sapidità sarà data dal brodo granulare.







Come salvare il cibo dalle fauci di certa gente e dado granulare


Non è' che non ho più cucinato in questi giorni, ma la verità e' che non sono riuscita a fotografare le cose che ho fatto.
I miei piatti sono così stati presi di assalto, che non mi rimaneva che racconterveli, ma così senza foto mi sembrava un lavoro incompleto e quindi ho rinunciato.
I post che avrebbero potuto essere e non sono, trattavano di lasagne alla zucca, strudel di mele ed anche un pane ai cereali molto particolare, ma un po' il mio tergiversare a fotografare un po' le insaziabili fauci degli ometti di casa, ed ecco che l'articolo è' sfumato.

Ma questa ricettina e' salva, e' il preparato per il brodo granulare.

Per forza e' salva, con la quantità di questa ricetta in famiglia ci andiamo avanti per circa 6-8 mesi e per quanto siamo votaci il dado a cucchiaiate ancora non è' stato preso in considerazione.

E' una ricetta semplice, ma un pochino lunga, quindi il mio consiglio e' di farne una ingente quantità.
Vale la pena farlo? Si si, e' buono, e' sano ( contiene solo verdure vere e non cose strane come in quelli comperati) e poi se si fa una discreta quantità e si mette in barattoli carini può diventare un dono natalizio.

DADO GRANULARE FAI DA TE
Un kg delle seguenti verdure, dosare la quantità secondo i propri gusti. Io abbondo di carote perché le amo e fanno quei deliziosi puntini arancioni che vedete nella foto.
3-4 carote lavate, sbucciate
1 cipolla bianca sbucciata
1 porro ( potete usare la parte verde che solitamente si scarta, purché sia bella)
1 zucchina verde
Sedano ( sia i gambi che le foglie)
Un mazzetto di prezzemolo 
Un rametto di rosmarino
Qualche foglia di basilico
2-3 spicchi di pomodoro

Lavare tutte le verdure, tagliatele a dadini e pesatele.
Mettere in una pentola un cucchiaio d'olio, tutte le verdure e aggiungete tanto sale grosso quanto la metà de peso delle verdure.

Esempio:1 kg di verdure - 500 gr.di sale

Accendete il gas a fiamma moderata e fate cuocere le verdure con il sale fino a quando non vedrete più i chicchi di sale e le verdure vi sembreranno come disidratate.

Mettete le verdure su una teglia in carta forno e fate cuocere a 100-120 gradi in forno per un paio d'ore  o fino a quando le verdure saranno completamente asciutte, perdendo tutta l'umidità.
Quando saranno raffreddate frullatele fino ad ottenere un composto granulare.

Conservate in un barattolo di vetro ben lavato ed asciugato.
Questo composto arriva a durare anche 10-12 mesi. Io lo faccio in autunno così mi accompagna per le stagioni fredde.

Per i dosaggi un cucchiaino da te basta per circa 1/2 la di acqua.
Non salate il brodo, la sapidità sarà data dal brodo granulare.







giovedì 31 ottobre 2013

un augurio...in rosa

Ci ho provato a tenere i colori convenzionali, ma alla fine ho ceduto all'incanto del rosa.

Buon halloween a tutte, ma soprattutto buon halloween in rosa




mercoledì 30 ottobre 2013

sempre lo stesso tasto...PANE AI FICHI


Batto sempre sullo stesso tasto l'autunno.
Non sono mai stata una fans di questa stagione, ma saranno le primavere che si accumulano, sarà il periodo sociale ed economico che stiamo attraversando, ma questa stagione che fino a poco tempo fa avevo "sfangato" è tornata in auge.
La natura che prendere congedo dal clamore e dalla confusione dell'estate e si prepara al riposo invernale, i ritmi che rallentano, le giornate con minor ore di luce.
Una strana malinconia, che ti porta a chiuderti a casa e goderti una diversa quotidianità.
Ed è proprio partendo da questa filosofia autunnale, che nasce la ricetta di oggi.
La ricetta non è mia, ma presa e rivista dal sito miele e ricotta, ma l'ho fatta già diverse volte e mi piace sempre.

PANE AI FICHI
100 gr. di farina integrale
50 gr. di farina di farro integrale
100 gr. di manitoba
240 ml. di acqua intiepidita
1 cucchiaino di miele (io ho usato melata di bosco)
1 cucchiaio di lievito secco (io uso quello biologico)
6 fichi secchi

Se usate un lievito come il mio, scioglietelo in una parte dei 240 ml. di acqua, altrimenti proseguite come sotto.
In una ciotola versare i 3 tipi di farina, il cucchiaino di sale, il lievito il cucchiaio di miele e nel centro versare a filo l'acqua.
Impastare il tutto con la forchetta, avendo l'accortezza di non toccare l'impasto con le mani, ma facendo attenzione che tutta la farina sia inglobata.
Si otterrà un impasto un pochino "melmoso".
A questo punto cospargere con un pochino di farina e mettere in un luogo caldo a lievitare per circa 1ora e mezza.
Poco prima che finisca il tempo di lievitazione, mettere i fichi in una ciotola con un pò di acqua tiepida affinchè si reidratino.
Tagliarli in 4 ed unirli all'impasto appena giunto a lievitazione.
Anche dopo la lievitazione l'impasto sarà molto appicicoso e quindi lavorarlo con una spatola.
Con la spatola unire i fichi per amalgamarli e poi versare l'impasto su un foglio di carta forno, precedentemente cosparso di farina.
A questo punto, con le mani infarinate lavorare l'impasto al fine di creare un filoncino. Sarebbe meglio aggiungere la minor quantità possibile di farina.
Infornare a 180-190 gradi per circa 20 minuti o fino a quando non sarà cotto.
Su suggerimento di "Miele e Ricotta" si può capire quando il pane è cotto, quando battendo con il retro di un cucchiaio si sentirà un rumore vuoto.

lunedì 21 ottobre 2013

Pane alle patate ed altre considerazioni




Non rinunciare.
Questa sarebbe la mia risposta se mi chiedessero di rinunciare al PANE.
Magari, se fosse una questione di vitale importanza, se ne andasse della mia salute, lo eliminerei, ma non sarebbe una passeggiata.
Ma siccome ad oggi il mio fisico con il pane ci va più che d'accordo, non solo non ne abbandono il suo consumo, ma lo glorifico con la ricetta seguente.

Una bella e buona ricetta, il pane alle patate.

Io consiglio di provarlo a replicare a casa perchè è buono.
Lo so che lo dico di ogni ricetta, ma come potrei postare ricette che non sono buone o che non ho provato personalmente.

Pensate quanto poco seria potrei essere se scrivessi, fate questa ricetta e poi vi aggiungessi " non è un granchè, ma se avete tempo da perdere, perchè non sprecate un pochino di ingredienti e di tempo", oppure potrei anche scrivere "la ricetta è pessima, il risultato mediocre, quindi se la preparate per una cena con gli amici farete una terribile figura, ma tornate a visitare questo blog".
Quindi quando posterò una ricetta, vi scriverò sempre che è buona e che vi consiglio vivamente di provarla.

Ed ecco a voi la ricetta, e buona lettura.

450 gr. Farina 0 
150 gr. Patate
15 gr. Di lievito di birra ( io uso il lievito della natural food)
Acqua q.b. ( e' il tipo di patate che determina l'uso minore o maggiore di acqua)
10 gr.di sale 

Lessare le patate con la buccia ( mi raccomando prima lavatele benissimo). Una volta lessate, procedere a scolarle e passarle con lo schiacciapatate e lasciarle intiepidire un pochino.
Mettere le patate passate nella ciotola della planetaria ed unire la farina, il lievito sciolto con un pochino di acqua tiepida ed iniziare a far lavorare la macchina.
Aggiungere l'acqua tiepida fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
Aggiungere il sale e far lavorare ancora la macchina.
Togliere l'impasto e mettere a lievitare lontano dagli spifferi fino al raddoppio.
Quando l'impasto e' raddoppiato fare dei panini da circa 120-130 gr. Cadauno.
Metterli a lievitare ancora per circa 40 minuti su una teglia ricoperta da carta forno, avendo l'accortezza di tenerli distanziati per evitare che crescendo si tocchino.
Accendere il forno a 180 gradi,e una volta raggiunta la temperatura, informare i panini.
Io prima di infornare ho inciso la parte superiore con la lama di un coltello una croce, secondo me li ha resi più belli dopo la cottura.

Nota: io tengo sempre uno spruzzino con dell'acqua. Quando il forno arriva in temperatura, vi spruzzo dentro l'acqua in abbondanza, metto il mio impasto lievitato e chiudo il forno.
Si creerà il vapore sufficiente a far si che il pane resti leggero e fragrante.

giovedì 10 ottobre 2013

In punta di piedi con una tazza di cioccolata calda




Sì, è in un punta di piedi che mi aspetto che arrivi l'autunno.
Le mattine un pò più freddine, il sole che scalda meno, le foglie che diventano rosse e l'odore della legna nel camino.
E' proprio così che vorrei che l'autunno entrasse nella mia vita.
Ma quello che vogliamo, quasi mai coincide con quello che abbiamo.
E quindi anche quest'anno l'autunno è arrivato secco, portando freddo, pioggia e tanta nebbia.
I colori da me immaginati che andavano dal giallo oro,al rosso per terminare nei caldi marroni e bruciati, ma non sono arrivati questi colori. Qui abbiamo una bella palette di grigi che vanno dall'acciaio all'antracite.

Ma io ho deciso di portare comunque dei toni caldi nel mio autunno, con la ricetta della cioccolata in tazza.
E questa volta presentata in due versioni: la mia presa dal sito anice e cannella e quella di Fabi, sua personale.
La mia è un preparato, che vi permette di avere sempre a portata di mano la cioccolata, la sua è da fare al momento.
Scegliete voi.
Ringrazio inoltre Fabi per le foto, sua gentile concessione, mentre io di mio ho fatto l'impaginato.

Ricetta di Fabi
50 gr di cacao amaro
30 gr farina
150 gr zucchero
600 ml latte

Mettere tutti gli ingredienti in una casseruola e versare il latte mescolando per evitare i grumi.
Mettere sul fuoco e farla bollire per una  decina di minuti
(le foto sono della sua cioccolata).

Il mio preparato (più gourmand)
Per 12 tazze

180 gr. cioccolato fondente
12 cucchiai di cacao amaro in polvere
6 cucchiai di zucchero di canna
4 cucchiai di zucchero semolato
12 cucchiaini rasi di fecola di patate

Per fare il preparato, mettere nel mixer il cioccolato a pezzetti e iniziare a tritarlo (farlo ad intermittenza per non scaldare troppo le lame).
Quando il cioccolato è bello granuloso, aggiungere gli altri ingredienti e azionare il mixer per ancora qualche secondo.
Mettere il preparato in un barattolo con chiusura ermetica e conservare in luogo fresco ed asciutto.

Per fare la cioccolata vera e propria considerate un cucchiaio di preparato ogni 50 ml di latte.
Mettere tanti cucchiai in proporzione alla quantità di latte che utilizzerete.
Stemperate nel latte la polvere, facendo attenzione che non si formino i grumi e mettere il pentolino sul fuoco a fiamma moderata.anice e cannella
Rimestare fino a che la cioccolata non sia bella densa.

Consigli:
gustare la cioccolata versandola nella tazza preferita e godersela accoccolati nel luogo della casa preferito.

domenica 6 ottobre 2013

Panini al latte (ricetta giallo zafferano)



Qui in Piemonte e' arrivato il freddo.
Niente giornate soleggiate, ma più fresche. Direttamente nuvole, nebbia e freddo.
E cosa si fa in questi giorni,che neanche ti mettono voglia di uscire di casa? Semplice, accendiamo il forno!
Questa la premessa per presentare la ricetta di oggi, panini al latte.

Amo i panini al latte, trovo che mangiati a colazione con la marmellata o di sera in un aperitivo con qualcosa di salato a farcirli ( non amo i salumi, ma se a voi piacciono, andate sul sicuro con la ricetta di questi panini) siano perfetti e mi rendono sempre felice.
Panini al latte promossi a comfort food.

Ne ho provate alcune, ma devo ammettere che i più buoni sono quelli del sito Giallo Zafferano.
La ricetta, la potete consultare sul sito, ma di seguito trovate come li ho fatti io, e da qualche parte nel post troverete anche la foto.
Sto ancora lavorando sui singoli post e su dove finiscono le foto.

Per i panini

500 gr. di farina Manitoba ( io uso la farina rinforzata del Molino Serra di Monucco T.se)
50 gr. di burro
7 gr. di sale 
30 gr. di zucchero di canna
300 ml. di latte (io uso quello fresco e intero)
1 cucchiaio di lievito granulare  (io uso quello biologico per lievitati)*
per spennellare: latte q.b.

Sciogliere il lievito con una punta di zucchero in mezzo bicchiere di latte tiepido, e lasciare che il lievito riposi per una decina di minuti.
Nel frattempo mettete un una planetaria la farina, il burro fuso ed il latte intiepidito (il lievito si attiva a 37 gradi, quindi non scaldate troppo ill latte, finireste per uccidere il lievito), lo zucchero ed il lievito, precedentemente sciolto.
Quando si starà formando la palla, aggiungete il sale e fate andare la macchina fino a quando non avete un bel composto liscio.
Mettetelo in una ciotola a lievitare, fino a che non raddoppia il volume (non do tempi, perchè meno lievito mettete e più la lievitazione sarà lenta).
Quando l'impasto avrà raddoppiato il volume, procedete a ricavare i panini, io li faccio piccoli, da 25-30 gr.
Ottenuti le varie palline, procedete a "forgiare" i panini.
Io non uso il metodo di GZ, mi trovo meglio a mettere la pallina di pasta sul tagliere e farla roteare fra indice e pollice, in questo mondo ottengo una bella palla liscia liscia.
Mettete i singoli panini su una teglia con carta forno e lasciateli lievitare per circa 30 minuti.
Quando saranno lievitati, io procedo a spennellarli con il solo latte tiepido, non mi piace la doratura con l'uovo.
Infornate a 200 gradi per circa 15-18 minuti, fino a quando non saranno ben dorati.
Il mio forno cucina bene il pane in modalità ventilato, appena inforno i panini spruzzo con uno spruzzino di acqua le pareti del forno, poi chiudo e lascio che si diventino belli dorati.


* preferisco diminuire la quantità di lievito ed aumentare i tempi di lievitazione, questo secondo me rende i panini più leggeri e soprattutto è meglio non esagerare con il lievito.

...vi lascio con la speranza che voi li facciate e buon appetito.

martedì 1 ottobre 2013

Una mano truffaldina sulle polpette di zucca


Eccoci, i primi giorni di autunno sono arrivati.
Inutile girarci intorno.
Certo ci saranno altre giornate di sole, ma non saranno più calde come quelle estive.
Anche la paletta colori sta virando verso i toni che caratterizzano questa stagione.

Quindi, mie care fanciulle, basta scarpe aperte e vestiti leggerini, si ricomincia con le calze e le sciarpine.
Lo so, che molte di voi mi diranno che da loro è ancora caldo, ma vi assicuro che qui in Piemonte l'estate ha già ceduto il passo all'autunno.

E con l'arrivo dell'autunno, a casa nostra torna la zucca.

La zucca con quella sua bella polpa arancione mi mette gioia già solo a scriverne.
Io adoro la zucca, e sottolineo "io" perchè a casa mia nessuno la ama particolarmente.
Speravo di trovare un alleato nelle scorpacciate di questo frutto autunnale nel topolino di casa, ma anche lui dopo l'assaggio ha stoicamente rifiutato di procedere oltre.

Prima ricetta della stagione con la zucca, sono state le polpette di zucca, prese dal sito BabyGreen, un sito che consulto spesso e che trovo fenomenale, per come è scritto e per come è impostato, con ricettine, considgli ed idee per vivere in modo green.
Quindi dopo aver letto qui, correte anche su quel sito.

Un inciso prima di darvi dosi e procedimento, la manina che agguanta le polpette è quella del topo di casa, che non si è lasciato sfuggire l'occasione di rubare una polpetta dal vassoio, ma purtroppo si è limitato solo a rubare ed assaggiare le polpette, ma non a mangiarne.

POLPETTE DI ZUCCA
1 zucca piccola
1 pizzico di sale
5 cucchiai di parmigiano
pangrattato quanto basta

Pulire la zucca da semi e buccia e cuocerla a vapore per circa trenta minuti.
Trasferirla in una ciotola e con una forchetta ridurla a purea e aggiungere un pizzico di sale.
Aggiungere il parmigiano, fare delle polpette della dimensione desiderata e passarle nel pangrattato.
A questo punto mettere le polpette ottenute su un foglio di carta forno precedentemente oliata e cuocere a 180 gradi per circa 20-25 minuti o fino a quando non saranno dorate.

A me è successo che la polpa della zucca fosse troppo morbida e non riuscissi a ricavare le "palline". Se capita anche a voi, io ho aggiunto tanto pangrattato fino ad avere un impasto più corposo, ma le ho comunque ripassate nel pangrattato.

Suggerimenti:
Se la zucca non riscuote lo stesso entusiasmo di un goal della squadra del cuore del vostro cavaliere,  potreste mettere insieme alla polpa di zucca un paio di patate lesse e schiacciate.
Aiuteranno i non amanti della zucca ad essere più propensi ad accettarle.
Questo esperimento non l'ho ancora fatto, ma appena riesco replicherò le polpette con qualche modifica e farò un bel post in merito.

domenica 29 settembre 2013

Special guest: Fabiana




Oggi per la rubrica: " che libro ho sul mio comodino", ho passato la parola a lei.
La mia cuginetta ( chiamala cuginetta, 18 anni e molto più alta di me, ma che ci volete fare ai miei occhi sarà sempre la mia cuginetta).
Quindi visto la tenera età si torna sui banchi di scuola. Gente, carta e penna! Oggi un grande classico: " la coscienza di Zeno".
Io non "mi sono mai presa a leggerlo", ma dopo la recensione di questa fanciulla, quasi quasi vado a riprenderlo dallo scatolone dei vecchi libri del liceo e lo leggo, visto che all epoca avevo disertato.

La coscienza di Zeno, Italo Svevo (recensito, sempre da me, anche qui)
Chi non ha mai sentito parlare di questo classico della letteratura italiana? Quanti di voi, ai tempi della scuola, sarano stati costretti a leggerlo durante l’estate?
A me è successa la stessa cosa questa estate. Avevo da leggere tanti libri nella mia ultima estate da liceale, e mi sono stupita quando durante la giornata iniziavo a pensare a Zeno, Alberta, Ada, Guido e a tutta la loro famiglia.
Per quelli di voi che l’hanno letto, forse questi nomi ricorderanno qualcosa, qualche noioso pomeriggio probabilmente. O forse avete rimosso totalmente la storia dopo aver detestato quel libro.
Già alle prime pagine, infatti, ci si trova davanti ad una difficoltà, poiché Italo Svevo era del secolo scorso, la sua lingua rispecchia la sua epoca e ci vuole sempre qualche pagina prima di abituarsi allo stile molto diverso dal contemporaneo. Ma non vi fate scoraggiare, in fondo è solo questione di abitudine.
Quando finalmente si riesce a leggere con fluidità, si apre il mondo di Zeno.
La storia inizia con Zeno che è un giovane uomo. Si racconta di molti momenti importanti della sua vita raccontati da lui stesso, infatti il libro sono le sue memorie scritte anni dopo sotto consiglio del suo psicoanalista.Non si tratta di un libro di psicoanalisi, anche se chi conosce quel mondo può coglierne alcuni tratti, e la parte relativa alla terapia è talmente ridotta da fartene dimenticare durante tutta la lettura.
Quando Zeno è ragazzo perde il padre improvvisamente e perde quel punto fisso che lui rappresentava. Da allora le sue finanze sono affidate ad un contabile e lui rimane pressochè libero da ogni impegno.
La sua vita si ravviva quando conosce la famiglia Malfenti, dove si innamora e si sposerà. La sua storia d’amore iniziò con il corteggiamento di una delle tre belle figlie in età da marito. Poiché la storia è raccontata in prima persona, vengono decritte minuziosamente tutte le azioni di Zeno e della sua amata e anche le riflessioni successive a quelle azioni, come solo una mente innamorata può arrivare a fare, soprattutto se ha il dubbio di non essere corrisposta.
Dopo il matrimonio la storia procede più spedita tra tradimenti, figli, avveture commerciali e cognati, tutti osservati con lo sguardo dal futuro e quindi commentati con il senno di poi.
In apparenza potrebbe sembrare un libro fatto di immaginazione, dove si pensa troppo e si agisce poco, e forse un po’ è così. Io stessa avevo questa idea, ma superata la metà ho iniziato ad affezionarmi ai protagonisti come poche volte succede leggendo i libri, e ho iniziato ad essere molto curiosa di come potesse finire. Certo, non lo eleggerei il mio libro preferito, ma mi sento di consigliarlo se avete un po’ di voglia e pazienza che inizi a piacervi.


Buona lettura... Fabi questo spazio e' per te, ogni volta che ne vuoi approfittare.

venerdì 20 settembre 2013

A vostro rischio...non potrete farne a meno..crackers homemade



Io la ricetta ve lo scrivo, ma sappiate che il rischio se la replicate a casa non è da sottovalutare.

Dopo questa premessa, vi comunico che la ricetta di questo post sono i crackers con i semini.

Ancora non capite quale possa essere il rischio di questa ricetta?

Beh, presto detto. Siete sicure che dopo aver provato i crackers di questa ricetta comprerete ancora quelli industriali? Secondo me no, o almeno e' quello che è' successo a casa nostra.

Ed ecco a voi la ricettina

500gr. Farina 0
10 gr. Sale
250 gr. Acqua
60 gr. Olio EVO
2 cucchiaini di lievito secco naturale , per me quello della natural food ( se usate il lievito di birra un panetto da 25 gr.)
1 cucchiaino di zucchero ( per attivare il lievito)

Sale integrale marino da mettere sui crackers prima di infornare
Semi ( sesamo, papavero, lino o quelli che più vi piacciono)

Versare nella planetaria la farina, il lievito, l'acqua, l'olio ed il sale e far lavorare la planetaria fino a quando non si ottiene un impasto liscio ed omogeneo.
Se volete farli con un solo tipo di semini uniteli all'impasto,altrimenti dividete l'impasto in tante parti quanti sono i semini che volete aggiungere e lasciate riposare per circa una trentina di minuti.
Riprendete la pasta e tritatela sottilissima ed uniformemente con un matterello, distendetela su una teglia coperta di carta forno, spennellate con un pochino di olio di olio evo e cospargete di sale integrale e poi tagliate i crackers con una rondella dentellata o anche una liscia ( io non avevo quella dentellata), non serve distanziare i crackers. In cottura non si attaccheranno.
Infornare in forno preriscaldato a 200 gradi fino a quando i crackers non saranno dorati.
Lasciar raffreddare e buon appetito!!!


venerdì 13 settembre 2013

Per gli amanti del fantasy


Oggi 13 settembre , come uno schiaffo a chi sostiene che il 13 porti sfortuna, introduciamo una nuova sezione.
Pensavo di chiamarla così:

"Quale libro ho sul comodino?", ma anche quale libro avete voi sul comodino, o avevate o avrete.
Quale libro non siete mai riusciti al leggere o quale libro ha rappresentato per voi la "coperta di Linus", quella forma di rassicurazione e di protezione che viene dalle parole contenute nelle pagine.

Oggi inizio io.

In questo momento sul mio comodino ho
"Shadowhunters - La città di Ossa"

Lo so che non è un libro di una letteratura elevata, non è un libro che potrà aspirare a grandi premi o a grandi riconoscimenti letterari, ma in fondo, non si può solo leggere letteratura impegnata.
Mi è stato, almeno credo consigliato da un'amica, mi spiego meglio: lei mi ha consigliato il libro, dopo aver visto il film.
Io non ho visto il film ed ho iniziato il libro.
Un giro un po' al contrario.

Voi leggete i libri prima o dopo aver visto i film?

Io in generale prima, a volte li vado a cercare dopo che ho visto il trailer, in modo da arrivare al cinema con un'idea più o meno chiara di come sarà la trama e per essere una di quelle insopportabili donne che sosterrà a titoli di coda, che scorrono sullo schermo,  che il libro era migliore del film.
Ad oggi la mia esperienza mi porta a considerare, quasi sempre, i libri migliori delle trasposizioni cinematografiche.

Ma torniamo il libro, di cui non ho visto il film, ed alla storia che lo caratterizza.
E' un fantasy, con qualche sfumatura gotica, ambientato ai giorni nostri nella città di New York e dove il mondo umano si interseca con il mondo "non umano".
La protagonista è la giovane Clary, che una sera in un locale vede due ragazzi ed una ragazza, lottare e sconfiggere delle creature spaventose, che poi si rivelano demoni.
Clary è stupita perchè a quanto pare nessuno a parte lei ha assistito a quella scena.
Da quel momento la sua vita cambia: scopre che i ragazzi che ha visto nel locale sono degli "shadowhunters" , cacciatori di demoni, invisibili ai "mondani" (i babbani di Harry Potter per intenderci), ma scopre che anche lei appartiene a questo mondo, come sua madre, prima di lei.
Non riesce a confrontarsi con sua madre Jocelyn, perchè viene rapita e quando la ritrova è in un coma, da cui nulla sembra risvegliarla. Inoltre scopre che il suo passato è stato cancellato , da sua madre, sin dalla tenera infanzia per evitare che scoprisse le sue vere origini e per proteggerla.
Non manca nulla nella storia.
Il super cattivo di turno  alla ricerca di elementi magici, che attuerebbero il suo piano di vedere gli shadowhunters come soli ed unici comandanti, e tutti i Nascosti ( in questo caso vampiri,licantropi, elfi ed altre creature) distrutti.
Il cattivo che si chiama Valentine, affascinante e carismatico, anche se per me aveva davvero troppe sfumature che lo rimandavano al più noto Voldemort di Harry Potter ( in questo caso il Ralph Fiennes del film), si scopre, inoltre, essere il marito di Jocelyn e di conseguenza  padre della giovane Clary.
Fra le pagine del libro, trovaimo anche il triangolo amoroso, uno dei due ragazzi incontrati al locale, il bello e tenebroso Jace, non nasconde di essere attratto da lei ed il migliore amico di Clary, Simon, che ha sempre amato al giovane ragazza, si ritrova con un avversario che non aveva considerato.
Inzia cosi l'avventura di Alec, Jace ed Isabelle, cacciatori addestrati con la neo cacciatrice Clary al fine di trovare la Coppa Mortale, prima di Valentine, ma vengono traditi dal tutore dei primi tre e falliscono nella loro missione.
Il colpo di scena? Considerato che fa parte di una saga l'autrice non ha svelato tutto nel primo libro, ma ha già messo una pietra sopra all'amore fra Jace e Clary.
Sono fratelli, entrambi sono figli di Valentine, e quindi l'amore fra i due ragazzi non potrebbe avere un futuro, sebbene loro siano inevitabilmente attratti l'uno dall'altro.

Le mie considerazioni:
Il libro appartiene al genere fantasy, astenersi dalla lettura i non-amanti del genere.
L'ho trovato a tratti molto coinvolgente, sebbene alcune sfaccettature dei personaggi richiamavano i più famosi personaggi di Harry Potter e Twilight.
Certo, bisogna considerare, che è un genere che negli ultimi anni ha popolato gli scaffali delle librerie, quindi i richiami a libri antecedenti un pochino si sprecano.

E voi l'avete letto? Se si scrivete pure i vostri commenti.


giovedì 12 settembre 2013

Una lezione ecologica



Se per caso passate da questo blog alla ricerca di qualcosa di "golosino" da cucinare, visto il nome stesso del blog, spero che troviate qualcosa che vi piaccia, ma se capitate in questa pagina e non trovate nessuna ricettina golosa, non vi arrabbiate.


Continuate a leggere.


In onore del topo di casa, sebbene sia ancora troppo piccolo per comprendere le favole, ho scritto una favoletta per partecipare al concorso De Agostini.

Il titolo della favola è  una lezione "ecologica", se cliccate sopra il link vi porta direttamente alla pagina in questione.
Trovo che sia un progetto interessante, permettere a chi lo desidera di pubblicare una propria favola.
La mia d come leggerete è a tema ecologico, perchè credo che sia importante far capire ai bimbi sin da piccoli l'importanza del rispettare la natura.

Ma non vi voglio anticipare troppo, quindi leggetela e se vi piace, votatela.

Grazie mille ed a presto per nuove ricettine!

martedì 10 settembre 2013

PARMIGIANA DI ZUCCHINE alla mia maniera

Liberamente ispirato al più famoso "piovono polpette", il titolo del post è un chiaro riferimento all'invasione di zucchine che regolarmente avviene a casa nostra.
I nonni del topolino di casa, hanno tantissime piante di zucchine, che a seconda delle stagioni producono da una notevole quantità ad una esagerata quantità di frutti.
Quest'anno eravamo nella fascia della "notevole quantità" ed a fronte di questa invasione bisogna inventare ricette più o meno classiche per mangiare zucchine e soprattutto per evitare che il loro consumo sia una piacere e non una sottile tortura.

Quella che trovate di seguito è una ricetta semplice e classica, ma buonissima, ma tanto buonissima (perdonate la licenza poetica, ma secondo me è la descrizione migliore per questo piatto).

PARMIGIANA DI ZUCCHINE (a modo mio)

Tante zucchine ( non riesco a dare una quantità, io per questa ricetta ho usato le trombette di Albenga, ma credo che tutti i tipi di zucchina vadano bene)
Passata di pomodoro q.b.
Parmigiano Reggiano grattuggiato
Mozzarella fiordilatte
Scamorza

Mettete in una casseruola un filo di olio evo versate la passata di pomodoro e portate a bollore.
Fate un "sughino" leggero, non deve ristringersi molto, considerato che la parmigiana avrà ancora un passaggio in forno.
Nel frattempo lavate le zucchine e tagliatele a fette sottili per il lato lungo.
Una volta che avrete tagliato tutte le zucchine, con un pennello ungetele con un filo di olio evo e grigliatele su una piastra calda.
Questo purtroppo è un lavoro un pò lunghetto, soprattutto se avete tante zucchine.
Tagliate anche la mozzarella e la scamorza a cubetti.
Prendete una teglia della dimensione adatta e sporcate il fondo con un pochino di passata di pomodoro, mettete le fette di zucchina su tutto la superficie al fine di formare il primo strato, sporcate con un pochino di pomodoro, spolverate con il parmigiano con i cubetti di mozzarella e quelli di scamorza e via con il secondo strato di zucchine.
Dopo aver messo il secondo strato di zucchine, aggiungere la passata di pomodoro, spolverizzate di nuovo con il parmigiano, i cubetti di mozzarella e quelli di scamorza.
Continuate così fino a quando non sarete al bordo della teglia.
Coprite l'ultimo strato con un pochino di passata di pomodoro, parmigiano, mozzarella e scamorza, in modo da avere una bella crosticina croccante in forno.

Ora cuocete in forno a 180 gradi per circa 40 minuti.

... buon appetito ed attendo vostri commenti.

lunedì 2 settembre 2013

CIABATTINA - Metodo no knead

Lo so che il titolo suona strano, ma la foto della ciabattina che vedete nel post è la meno carina di tutte ma è l'unica sopravissuta ai due lupi di casa.
Una l'ho strappata dall'ometto grande di casa, ma era già gravemente compromessa, la seconda invece era nelle mani del piccolo ometto e non volevo passare il momento successivo alla sottrazione di pagnotta a sentirlo urlare, le altre due erano già a tavola tagliate e pronte per essere mangiate.

Insomma restava solo questa, la quinta pagnotta, che nessuno aveva ancora intaccato.
Quindi questa pagnotta è per voi.

La ricetta l'ho presa dal sito menta e cioccolato, ma come al solito ho apportato qualche modifica.

Avevo postato già alcune ricette sul tema "no knead". 
La prima era un "no knead bread", ma sebbene avesse riscontrato grande successo in casa, per me era troppo laboriosa, la ciotola con il coperchio da mettere in forno, la mia goffaggine che  si traduceva nel mantra interiore "non mi devo bruciare, non mi devo bruciare, non mi devo bruciare anche questa volta", la seconda un "no knead brioches" , che io ho amato senza confini, ma che l'uomo grande di casa, non ha apprezzato per il troppo marcato sapore di miele (non si sentiva così tanto, ma si infastisce anche per l'odore del miele che si sprigiona quando apro il barattolo, quindi vi lascio immaginare).
Ma questa tecnica mi affascinava e volevo abbinarla ad una forma di pane che mi piacesse, e così gira che ti rigira sulla rete ho trovato il metodo che faceva per me.

Eccola a voi, nella mia versione modificata:

CIABATTA NO KNEAD - SENZA IMPASTO

Ingredienti:

500 gr di farina macinata a Pietra n.2 (la mia è sempre quella del Molino Serra)
380 gr di acqua (io ho dovuto aggiungere un altro pò di acqua perchè l'impasto non legava bene)
pochi granelli di lievito disidratato (io uso quello naturale della Natural Food)
10 gr di sale
Farina di semola rimacinata per lo spolvero 

In una ciotola, metto la farina l'acqua ed il lievito e lavorare per un paio di minuti con un cucchiaio di legno, a questo punto aggiungete il sale.
Si ottiene un impasto "bello appicicosetto".
Coprire la ciotola con la pellicola e lasciate riposare per 18 ore a temperatura ambiente.
Quando le "lunghissime" 18 ore sono passate, rovesciare l'impasto sul piano di lavoro abbondantemente spolverato con la farina di semola rimacinata e ricoprite lo stesso con abbondante farina (sarà un impasto notevolmente appiccicoso).
Io a questo punto l'ho diviso in 5 panetti uguali.
Ho preso ciascun panetto, l'ho posato su una teglia rivestita di carta forno e spolverata di farina di semola rimacinata e qui gli ho dato la forma tipica della ciabattina, procedendo ad allungarlo e schiacciarlo un pò con i polpastrelli.
Io ho usato due teglie, non ci stavano su una singola teglia.
Ho lasciato riposare ancora due ore.
A mezz'ora circa dal termine del tempo di riposo ho acceso il forno a 200 gradi.
Quando il forno è arrivato a temperatura ho vaporizzato con uno spruzzino dell'acqua nel forno stesso e poi ho infornato.
La cotture è durata circa 15-20 minuti, comunque ogni forno è diverso.
Sfornate le ciabattine quando sono belle dorate.
Lasciate raffreddare bene bene prima di tagliarle.

Non perdo neanche tempo a dirvelo, sono buonissime sia mangiate così che farcite con qualcosa di dolce o salato.


giovedì 29 agosto 2013

Piccole brioche alla marmellata

Per siglare il ritorno al blog dopo la pausa estiva, ecco una ricetta per allietare le vostre mattine.

Premesso che non sono i veri e propri croissant con la pasta sfoglia, ma non per questo non meritano di essere fatti per una colazione o una merenda in famiglia.

Per il ripieno io ho usato la nocciolaia della Rigoni in alcuni e la marmellata ai frutti di bosco in altri.

La ricetta viene da un file che avevo scaricato un paio di anni fa dal sito " la cucina italiana" e qua e là ho fatto qualche modifica qua e la'.

Come sempre provata a fare la ricetta,non è' difficile, e poi volete mettere iniziare la giornata così 

470 gr.farina di Manitoba 
200 gr. Panna fresca
20gr. Zucchero
1 pizzico di sale
Lievito di birra 20 gr (io uso sempre il lievito secco naturale della natural food e quindi la mia dose e' un cucchiaino)

Impastare tutti gli ingredienti insieme nella planetaria fino ad ottenere un impasto soffice ed elastico.
Lasciar riposare l'impasto in una ciotola coperta da un canovaccio pulito fino a quando l'impasto non raddoppia.
A questo punto rovesciate l'impasto su di un piano di lavoro infarinato e tiratelo con il matterello fino ad avere una sfoglia di circa 5mm, e da questa sfoglia ricavate dei triangoli della grandezza che preferite.
Alla base del triangolo mettere una piccola quantità' di ripieno e poi arrotolate la pasta partendo dalla base al fine di avere la classica forma di croissant.
Mettere i croissant su una teglia e lasciateli riposare ancora una pochino, fino a che non vedete i croissant un pochino più gonfi, ma non troppo. 
Spennellare la superficie con un un pochino di latte tiepido.
Ora infornate i croissant a 190 gradi per circa 15 minuti o fino a usando non saranno dorati.
Considerate che più sono piccini e meno necessitano di cottura, quindi massima attenzione alla cottura.

Buona colazione!!

mercoledì 28 agosto 2013

Ehi ehi



A scanso di qualsiasi dubbio, informo tutti quanti che non sono sparita, non ho abbandonato il blog e non ho sbancato al casinò, assicurandomi una tale vincita che mi garantisca una vita di agi e relax in qualche isola tropicale.

Ero semplicemente in vacanza, ma anche durante il mio periodo di riposo, anche se non ho aggiornato il blog, ho fatto tanti pensierini su di esso e su come abbellirlo.
Pensavo di aggiungere delle rubriche carine, ma tempo al tempo, ci sto lavorando e le belle giornate, che ci sono, di certo non aiutano a chiudersi in casa a scrivere, quindi per le novità bisogna attendere l'autunno.
Con l'arrivo delle castagne e con i primi venti freddi, vi riscaldo io con tante belle cose.




martedì 23 luglio 2013

...accorrete numerosi!!



In attesa di una nuova ricetta, che naturalmente sarà buona e salutare, voglio parlarvi di un sito bellissimo.

Il nome del sito è LUNAPOLPETTA.
Quindi non indugiate ed andate subito a vedere quanto è carino.

Il protagonista di questo sito è l'impavido e coraggioso Romeo, che ogni giorno si trova ad affrontare una nuova ed emozionante avventura.

Ed eccolo a salvare i suoi adorati peluche, a far impazzire la folla in delirio durante uno dei suoi concerti rock oppure in versione "famiglia Addams".

Se Romeo è il protagonista, abbiamo anche i creatori di questo sito.

I registi, anche se è un pò riduttivo chiamarli così, in quanto non stanno solo dietro la macchina da presa, ma sono gli artefici di mondi, favole e storie per rendere il piccolo Romeo protagonista di strepitose avventure, sono i suoi genitori e tramite questo blog voglio ringraziarli per condividere con noi questo splendido progetto.

Ma lasciamo spazio anche a loro per esprimere chi sono e quale è la loro filosofia.
La parola ai "luna e polpetta's team":
 
Dall'arrivo del nostro Piccolo Romeo abbiamo cominciato questa nuova attività, dapprima per gioco, poi, sulla scia del successo riscontrato e delle richieste ricevute, ne abbiamo fatto un lavoro. E in effetti, se tutti hanno tutto e anche di più, cosa rimane di prezioso da regalarsi e regalare?
Un bimbo che nasce è il dono più grande della vita ed il nostro servizio fotografico permette di fissare questo momento irripetibile nel modo più originale.
L'idea nasce da genitori per genitori, è attenta ai bimbi, ed è flessibile nei tempi e negli spazi con uno studio attrezzato per il cambio e per la nanna.

Naturalmente i genitori di Romeo, mettono a disposizione il loro laboratorio per far vivere a tutti i bambini le stesse intrepide avventure del loro piccolo.

Ora viste le premesse, non resta che fare un giro su questo sito e...buona visione a tutti

giovedì 18 luglio 2013

Polpette di Melanzane

...i topi ballano.



Il cucciolo di casa si è concesso un week-end lungo in montagna dai nonni per scappare dal caldo (non da mamma e papá che la sera lo stropicciano di baci), e quindi stasera sono riuscita a cucinare tranquilla una cosina carina carina e fare anche un post sul blog a distanza di poco tempo.
La verità e' che il cucciolo un pochino ci manca ( un pochino tanto),ma sabato sera lo rivediamo.

La ricetta di stasera viene dal libro di Marco Bianchi ( un po' di tempo fa avevo accennato all'acquisto di questo libro), ma bando alle ciance, di seguito la ricetta ed alcuni suggerimenti.

1 melanzana
2-3 cucchiai di pan grattato
2 cucchiai di parmigiano grattugiato 

Tagliare a metà la melanzana,metterla su una teglia coperta da carta forno e cuocere a 200 gradi per una trentina di minuti (o fino a quando la buccia non sarà raggrinzita e la polpa morbida).
Farle intiepidire e poi togliere con un cucchiaio la polpa dalla buccia ( io le ho cotte in forno ieri sera,messe in frigo le due metá ed usate stasera), mettere questa polpa in un robot da cucina e mescolare il tutto.
Far scaldare un po' di olio in una padella,mentre nel frattempo si fanno con le mani li polpette.
Far dorare le polpette...e buon appetito!!

Note: la melanzana rende poco in cucina,gran sapore ma poca quantità, le polpette che vedete nella foto sono tutte quelle che mi sono venute; quindi se dovete fare un aperitivo con amici o un antipasto per un nutrito gruppo, abbondate con le melanzane.
Note(2): io ci ho pensato a polpette oramai cotte, ma si poteva aggiungere al l'impasto qualche foglia di menta spezzettata, credo potrebbe conferire un sapore un pochino più esotico.
Se qualcuno le fa con la menta ci faccia sapere come vengono.

Torta di mele e yogurt

Oggi ospiti in cucina...ecco a voi Stefania e la sua splendida torta di mele Lascio la parola a lei: Io adoro le...